Dieta: le 5 cose da non fare dopo le feste

Dieta: le 5 cose da non fare dopo le feste

Pasqua, Pasquetta e ponti vari sono passati, le ferie sono volate ed ora è arrivato il fatidico momento: la resa dei conti! Tutto ciò che ci siamo ripromessi di fare dopo, mentre masticavamo costinate varie, uova di pasqua, colombe,  etc. adesso va messo in pratica. Già, perché non c’è persona che mentre si lasciava andare a pranzi , merende e  cene luculliane nello stesso tempo non facesse una serie di propositi scaramantici  per sedare la coscienza  del tipo: ”dopo cambia tutto”, “dopo le ferie inizio a fare palestra”, “passate queste ferie vado a correre tutti i giorni e inizio la dieta“, etc. etc. Un atteggiamento psicologico che ricorda molto quello degli studenti quando non fanno il loro lavoro come si deve e al posto di studiare in modo costante e produttivo si impegnano soltanto in determinate occasioni, vedi esami etc., per poi superato l’ostacolo ritornare all’atteggiamento poco costruttivo di prima. Non ci vuole uno scienziato per dirvi che un approccio del genere da un punto di vista alimentare è assolutamente improduttivo è può causare anche delle implicazioni negative a livello psicologico e di salute.

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Vediamo quindi prima di decidere cosa fare, COSA NON FARE DOPO LE FESTE, che tutto sommato sarebbe già un buon punto di inizio.

 Partiamo dalla cosa più ovvia:

1) evitare di affrontare programmi alimentari drastici “autopunitivi” dove vengono “amputate “categorie alimentari, come i carboidrati (pasta, pane etc.). Questi tipi di diete soprattutto se fatte male fanno solo danno, e vi portano al famoso risultato a “pesce palla”, nel senso che prima perdete del peso (bada bene, ho detto peso e non grasso) e poi nel momento in cui riprendete un alimentazione più consona (e questo avviene per forza, perché una dieta troppo drastica è incompatibile con la vita) gonfiate come palle, recuperate tutto il peso perso e in più rallentate il vostro metabolismo compromettendo le diete successive, ma parlerò di questo in un articolo specifico.

no alle diete autopunitive

2) Non comprare integratori a caso, (ancora peggio se si tratta di farmaci) lasciandovi abbindolare dalla pubblicità. Non esiste principio attivo che dia un risultato stabile e duraturo se non viene abbinato ad un corretto programma alimentare e attività fisica. Le case produttrici giocano proprio sulla debolezza psicologica della persona per indurla a credere che ci possano essere delle scorciatoie, ma se veramente bastasse prendere curcuma o piperina per dimagrire nel mondo non ci sarebbero obesi. Attenzione questo non significa che io sia contrario all’integrazione, tutt’altro, io stesso utilizzo integratori, come lo fanno i miei figli e miei genitori (che tra l’altro hanno superato gli 83 anni fanno attività fisica e sono in formissima), ma l’integrazione, come dice il nome stesso deve o compensare una carenza o un aumentato fabbisogno (come l’invecchiamento o lo sport per es.) quindi va studiata attentamente e associata a un programma alimentare adeguato.

3) Altra cosa da non fare è mantenere invece un atteggiamento passivo. Ci sono persone che reagiscono nel modo opposto ai casi che abbiamo visto precedentemente. Vedendo troppo lontano l’ideale del proprio io, cioè quello che vorrebbero diventare, da quello che sono, rinunciano e si chiudono. Questo atteggiamento che porta a un discorso più ampio di quanto si possa affrontare e che vedremo in uno specifico articolo, è negativo e porta implicazioni anche nella vita quotidiana e nella vita sociale. Quello che posso dire per ora a chi ha questi sintomi è di affrontare la cosa un passo alla volta, vivendo alla giornata, ponendosi piccoli obbiettivi raggiungibili nel breve termine.

no ad atteggiamenti passivi

4) Attenzione all’eccesso di attività fisica, soprattutto se arriviamo da un periodo di inattività, e ricordiamoci che i grassi bruciano a bassa intensità e non ad alta. Quindi ripartire in modo progressivo, preferire l’attività di sala attrezzi e le camminate ai corsi troppo invasivi e alla corsa. Molto importante è strutturare il lavoro, facendo si che ci sia un aumento della mole totale con il passare del tempo. In genere succede esattamente il contrario, si tende ad andare le prime settimane in palestra tutti i giorni o a correre per poi dopo un certo periodo ridurre o addirittura in alcuni casi estremi smettere del tutto. Questo approccio fa si che si arrivi al risultato opposto a quello desiderato e che al posto di dimagrire si ingrassi.

5) Una cosa sicuramente da non fare è di affidarsi a persone che non hanno le competenze per fare programmi alimentari , e che rischiano tra l’altro una denuncia in quanto prescrivere programmi alimentari senza essere laureati (laurea magistrale specialistica, quella triennale non basta) e iscritti ad uno specifico ordine   (medici, biologi, dietologi) è reato penale per abuso della professione, quindi non possono fare diete: personal trainer, laureati in scienze motorie, istruttori vari  di palestra, estetiste, pettinatrici, educatori alimentari, atleti, etc.  (si fa prima a dire chi le può fare).

affidarsi sempre a professionisti iscritti all’ordine

Oltre alla spesa economica e al tempo perso, si rischia di affrontare programmi non adatti con conseguenze gravi sulla salute. I programmi alimentari devono avere scritto sopra il nome del professionista che lo ha eseguito con relative qualifiche.

Inoltre, le diete devono essere personali e specifiche, fare la dieta dell’amica, o quella letta su una rivista senza un adeguato adattamento può portare solo danni.

Concludendo, e cercando di dare una morale al tutto, vi posso dire che il risultato si può solo ottenere se c’è un metodo di lavoro e un modello progressivo adattato alle nostre esigenze e stile di vita, diversamente il fallimento è praticamente garantito!

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3 Comments

  • biagio
    Posted 29-04-2019 16:50 0Likes

    Parole sante bisogna sempre affidarsi ad un professionista ?…

  • Stefania Celagio
    Posted 30-04-2019 10:34 0Likes

    Buongiorno dott veronese ho letto attentamente il suo articolo ed è quello che ho vissuto io e adesso avvilita nn so più che fare….

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